
La Villa si estendeva anche sul promontorio retrostante il Capo, con vari padiglioni sparsi tra i giardini e destinati a differenti usi: sale di ricevimento, alloggi patronali e per gli ospiti, bagni termali, il quartiere rustico per la produzione dell'olio e del vino e quello servile per l'alloggio della servitù, le cucine, ninfei. Di questi edifici resta però quasi niente: i resti meglio conservati sono quelli dell'avamposto della villa sul mare dove c'erano probabilmente i locali di prima accoglienza e i depositi delle vettovaglie e delle merci portate con nave.
La villa di Pollio Felice è famosa per essere stata cantata dal poeta latino Stazio nelle Silvae, dove ne esaltava la bellezza e si vantava di essere amico del potente propritario. Dal promontorio della villa parte un lungo passaggio su palafitta sopra gli scogli che porta sul versante esterno del Capo di Sorrento che affaccia sulla baia di Puolo. Su questi scogli è possibile fare un bagno di mare in acque limpide e cristalline, adatto però solo a chi ha una buona padronanza di nuoto, sia per le acque profonde che per le forti correnti che corrono attorno il Capo.