Molto importante per lo stile decorativo napoletano è il Chiostro di Santa Chiara, nel convento delle Clarisse alle spalle della Chiesa. Ristrutturato negli anni intorno al 1750 da Domenico Antonio Vaccaro, il Chiostro conserva dell'originario impianto gotico solo gli archi acuti del porticato, mentre i pilastri ottagonali e i sedili in pietra dello spazio centrale furono rivestiti con maioliche dipinte raffiguranti motivi campestri e allegorici. Alle decorazioni del chiostro di Santa Chiara si sono ispirati generazioni di ceramisti napoletani nei lavori eseguiti in ville, palazzi e giardini di tutto il Regno. Ancora oggi le mattonelle prodotte dai laboratori di ceramica artistica artigianale risentono degli influssi di questa tradizione.

La chiesa del Gesù Nuovo, che dà il nome alla piazza, era in precedenza un palazzo signorile dei Principi di Salerno, la famiglia Sanseverino, caduta in disgrazia per le posizioni antispagnole del Principe Ferrante, che fu esiliato e il palazzo confiscato e affidato ai Gesuiti. La facciata in bugnato è quella originale del palazzo, mentre l'interno fu ricostruito in forme barocche, con ricca e importante decorazione pittorica e scultorea. Al centro della piazza si trova l'alta Guglia dell'Immacolata con in cima la statua della Madonna sulla cui testa ogni anno, in occasione della festa della Immacolata Concezione, viene posta una corona dal Sindaco e dal Cardinale di Napoli, sollevati insieme fino alla cima da una gru in mezzo alla piazza colma di folla. [ Segue...]
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