Il Castel dell'Ovo ha sempre ritmato i mutamenti storico politici della città di Napoli: nel 1733 fu assediato e bombardato dai Borboni che subentrarono agli Austriaci, che per una trentina d'anni avevano governato Napoli durante la guerra di successione spagnola. Nel 1799 fu occupato dai rivoluzionari giacobini e poi riconquistato dal cardinale Ruffo di Calabria che guidava le truppe filo borboniche. Dopo l'unità d'Italia e fino al 1963 il castello è stato sede militare del nuovo stato italiano. In anni recenti il Castel dell'Ovo è stato oggetto di minuziosi restauri che hanno permesso di evidenziare alcuni importanti episodi architettonici lungo tutto l'arco della sua storia.

Alle zone interne e più alte del castello si accede attraverso la rampa di epoca Normanna, che costituisce tuttora la principale via di accesso. È possibile visitare solo una parte del castello, in particolare la terrazza panoramica con il Loggiato Catalano. Il nome "Castel dell'Ovo" deriva da una leggenda risalente al Medioevo e che riguarda il poeta latino Virgilio, allora ritenuto un mago. Secondo questa leggenda Virgilio, durante la sua permanenza a Napoli, nascose in una cripta sotterranea del castello un uovo magico, custodito in un'anfora chiusa in una gabbia di ferro appesa ad una trave: la caduta e la rottura di quell'uovo avrebbero causato la rovina definitiva del castello e della intera città.
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