Forio è il comune più esteso dell'isola di Ischia e ne occupa tutto il versante occidentale. Inizialmente poco frequentato dal turismo termale, si sviluppò come centro di produzione e commercio di prodotti agricoli. Anche le rigogliose terme di Citara, che costituiscono oggi uno dei bacini più apprezzati dell'isola, in passato venivano usate solo per la irrigazione dei campi coltivati che, grazie alla fertilità dei suoli e alle ricchezze minerali dell'acqua, assicuravano una produzione abbondante e prosperosa, soprattutto di vino e di agrumi.E tuttavia Forio non rimase esclusa dai primi flussi turistici, ma era anzi molto visitata: la strada borbonica la collegava a Ischia Ponte (attraverso il Porto, Casamicciola e Lacco) e uno dei passatempi più apprezzati dai turisti era la gita in carrozzella a Forio, per assistere ad uno dei tramonti magici che si potevano osservare dal sagrato della Chiesa del Soccorso, con il sole che si immerge nel mare all'orizzonte e tutto il cielo rosso di fuoco. Per i turisti dell'epoca, poco propensi ad avventurarsi sui disagevoli sentieri di montagna dell'Epomeo per scoprire il versante meridionale dell'isola, Forio era il limite estremo dell'isola d'Ischia.
Per il suo carattere autentico e genuino di paese non toccato dalle mollezze dell'alta società in vacanza, tutto teso invece alla lotta con gli elementi in difesa del benessere procurato dal lavoro contadino e dal commercio (il lato occidentale di Ischia è infatti quello più fortemente battuto dal vento e dal mare), Forio ha sempre esercitato un forte fascino su intellettuali ed artisti, diventando centro del turismo culturale di Ischia. Nella seconda metà del Novecento anche Forio è stata interessata dalla trasformazione turistico-residenziale dell'isola ed ha colmato in fretta il divario che la separava dagli altri comuni tradizionalmente più frequentati, diventando una delle località più apprezzate anche per le terme e l'accoglienza.
L'elemento più rappresentativo di Forio è sicuramente la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, costruita nel XVI secolo, a picco sul mare sulla punta del promontorio che delimita a Sud l'ampia baia con le lunghe spiaggie della Chiaia e di San Francesco. Ampliata nel XVIII secolo, fonde diversi stili in una ecclettica forma mediterranea. I muretti del sagrato sono decorati con mattonelle maiolicate che mostrano scene di martirio di Santi e della Passione. All'interno si trovano un crocifisso di legno di difficile datazione (che la tradizione afferma portato dal mare in tempesta sulla spiaggia) e una collezione di ex-voto di marinai, scampati alle tempeste grazie alla intercessione della Madonna. [ Segue...]