Dell'epoca imperiale romana restano a Capri i ruderi di alcune sontuose ville degli imperatori Ottaviano Augusto e Tiberio, che scelsero quest'isola come dimora privilegiata. In particolare Tiberio, secondo la tradizione, fece costruire ben dodici splendide ville, ognuna delle quali dedicata ad una divinità dell'Olimpo. Villa Jovis era la più ricca tra esse: posta in cima al Monte Tiberio, a 354 metri di altezza sul livello del mare, fu la principale residenza dell'imperatore Tiberio e ben ne riflette il carattere esclusivo e riservato.Il nucleo centrale della Villa è costituito da quattro gigantesche cisterne, ricoperte con volte a botte. La concezione architettonica della Villa è tutta influenzata dalla necessità del rifornimento di acqua per soddisfare i bisogni del numeroso seguito dell'imperatore e per le strutture: bagni termali, fontane, irrigazione dei giardini. La posizione elevata e lontana da sorgenti naturali obbligava gli architetti imperiali alla costruzione di un imponente sistema di raccolta e di conservazione delle acque piovane. Le quattro cisterne, affiancate a formare un quadrato, erano al loro interno divise in scompartimenti trasversali, comunicanti attraverso stretti passaggi che venivano aperti e chiusi a seconda delle necessità di carico, scarico o pulizia.
Gli alloggi dei servi occupavano la parte occidentale della Villa, sul pendìo che scende verso il centro dell'isola. Gli ambienti sono qui piccoli e stretti, addossati gli uni agli altri, e si sviluppano soprattutto in altezza per coprire il dislivello del terreno. Qui c'erano anche le cucine, separate dal resto della Villa per evitare pericoli d'incendio. I piani superiori (almeno tre, secondo le ricostruzioni) ospitavano gli alloggi della servitù con i relativi servizi. Questo è il settore che ha subíto i maggiori crolli, non solo a causa dell'altezza, ma anche perché è quello che nei secoli scorsi ha ricevuto i maggiori adattamenti a scopi militari difensivi. [ Segue...]
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