Grande doveva essere la ricchezza e la magnificenza della Villa. Tuttavia ci restano solo le nude strutture murarie a causa delle continue asportazioni di reperti preziosi fatte soprattutto nel XVIII secolo, quando la moda archeologica si diffuse nella corte borbonica a seguito della riscoperta di Pompei: marmi, mosaici, colonne, statue e quanto altro ornava la casa dell'imperatore fu rimosso e disperso tra palazzi reali, musei e collezioni private. Alcuni resti sono ancora visibili: un pavimento in marmo d'Africa riveste la zona dell'altare maggiore della chiesa di Santo Stefano a Capri (prima cattedrale e sede vescovile) e un altro ancora più pregiato si trova in una sala della Reggia di Capodimonte a Napoli.

Sul punto più alto della Villa, sopra gli appartamenti privati di Tiberio e la sala del trono, troviamo oggi la piccola Chiesa di Santa Maria del Soccorso che risale al XVIII secolo. Tuttavia già dal primo Medioevo qui sorgeva una cappella dedicata ai Santi Cristoforo e Landino, sede di eremitaggio. All'inizio del Novecento è stata poi aggiunta una statua raffigurante la Madonna col Bambino. La chiesetta viene aperta ogni anno a Settembre, in occasione della ricorrenza della Natività di Maria Vergine, scelta come protettrice dagli abitanti di questa contrada, che per l'occasione organizza anche la "Piedigrotta Tiberiana", una manifestazione di musica popolare. [ Segue...]
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