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Costiera Amalfitana : Ravello  (pag. 2 di 2)
RavelloOltre alle famose e rinomate ville, non si possono tralasciare i magnifici monumenti che decorano Ravello. Notevole è il Duomo, che conserva al suo interno uno straordinario museo, allestito nella Cripta del Duomo stesso. Il Museo conserva marmi romani, tra cui un sarcofago degli anni di Gallieno, il busto di Sigilgaida Rufolo del XIII secolo, frammenti decorativi duecenteschi di un ambone e del ciborio della Cattedrale, due dipinti dell’oreficerie Giovanni Filippo Criscuolo, tra cui il bel reliquiario di S. Barbara, a forma di busto d'argento. Il Duomo, costruito nel XII secolo, ma riadattato nel XVIII, ha una splendida porta bronzea del 1179, un elegante campanile e, nell'interno un bellissimo "pergamo" di Niccolò di Bartolomeo da Foggia (XIII secolo).

All'ingresso del paese, troviamo la chiesa romanica di Santa Maria A Gradillo, del XII secolo, dove c’era il seggio nobiliare di Ravello. Proseguendo e passando l’arco del Castello, un palazzo fortificato del 1200, arriviamo nell’ampia piazza Vescovado, coi suoi imponenti e svettanti pini. Verso il fondo c’è la magnifica cattedrale di San Pantaleone, che venne fatta costruire nel 1087, per volontà della nobile famiglia Rufolo. Scopriamo ancora: il duecentesco Palazzo Confalone, col bel cortile ad archi acuti; il Municipio, che ha sede nella Casa Di Tolla del secolo XI; poi ancora, l’incantevole belvedere Principessa Di Piemonte che domina la costa da Minori a Capo d’Orso.

Nel nostro percorso lungo il suggestivo intreccio delle stradine di Ravello troviamo ancora: la Chiesa di San Giovanni del Toro con il suo Pulpito in Mosaico di Alfano da Termoli; il Convento di San Francesco, eretto nel XIII secolo con il suo Chiostro e sede dell'omonima Biblioteca; piazza Fontana Moresca. Unico e straordinario è poi il Museo del Corallo. Venne fondato nel 1986 e raccoglie manufatti in corallo dall'epoca romana al secolo scorso e poi cammei, madreperle incise e conchiglie, tutte opere degli abili artigiani locali.

Oltre a Boccaccio (che nel suo Decamerone parla delle bellezze artistiche e naturali di Ravello, testimoniando la magia impalpabile di questo luogo) e a Wagner, moltissimi altri artisti sono rimasti stregati da queste straordinarie atmosfere, specie nell'Ottocento romantico. Per esempio, nel 1819 il grande pittore inglese William Turner soggiornò in Italia e si spinse fino a Ravello. Gli schizzi e i disegni che produsse della Costiera Amalfitana, sono esposti alla Tate Gallery di Londra. Oggi Ravello è anche sede del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali.

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